La schiusa delle uova è attesa per fine aprile. Marion e Belloc sono tornati a nidificare vicino alle saline San Paolo, sull’itinerario A7.
È attesa intorno al 27 aprile la prima nascita della stagione di falco pescatore al Parco della Maremma. Nei giorni scorsi, infatti, grazie al monitoraggio costante effettuato con il progetto “Falco pescatore”, i ricercatori hanno individuato la deposizione di due uova nel nido che si trova vicino alle saline San Paolo, sull’itinerario A7, quello che conduce verso Bocca d’Ombrone.
“Un avvenimento ormai consueto – commenta il presidente del Parco della Maremma Simone Rusci – ma non per questo meno atteso: poter monitorare la deposizione delle uova, la covata e la schiusa dei pulli di falco pescatore, è sempre un momento emozionante, soprattutto se pensiamo al rischio che questa specie negli anni ha corso e al fatto che, grazie all’impegno di più soggetti, si è riusciti a portare avanti un progetto longevo che ha reso di nuovo il falco pescatore una presenza tra la nostra fauna”.
“Per il sedicesimo anno consecutivo – spiega Giampiero Sammuri, ideatore del progetto ‘Falco pescatore’ – abbiamo avuto una deposizione di nuovo nel Parco regionale della Maremma, dal 2011 in cui registrammo la prima nidificazione di falco pescatore in Italia, dopo 43 anni di assenza. Oggi sono già due le uova deposte dalla coppia che, da alcuni anni, sta nidificando nell’area protetta e questo è ovviamente un bel segnale. Seguiremo l’evolversi della situazione, per tutta la stagione riproduttiva, grazie alla telecamera che monitora il nido”.
A deporre le due uova sono stati, quindi, due falchi pescatori ormai abituali in Maremma: Marion, una esemplare femmina, e il compagno Belloc. La covata delle uova dura, mediamente, 38 giorni ed è per questo che i ricercatori si aspettano di assistere alla schiusa verso fine aprile. I nuovi nati saranno poi, a circa 42 giorni dalla nascita, marcati con il sistema gps che permetterà di monitorare i loro spostamenti e continuare a raccogliere preziosi dati per lo studio di questo rapace.
“Uno dei caratteri salienti di questo progetto – spiega Andrea Sforzi, coordinatore del progetto ‘Falco Pescatore’ – è stata da sempre la produzione scientifica, che si è affiancata sin da subito alle azioni di conservazione. Un connubio importante, che ha portato alla produzione di circa venti articoli su riviste internazionali, ponendo il progetto all’avanguardia in Europa. Un primato di cui andiamo molto fieri”.
Il progetto “Falco pescatore”, che prende vita da una serie di azioni avviate proprio nel Parco della Maremma nel 2004, vede oggi la collaborazione di molti enti come, oltre al Parco regionale della Maremma, il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, le Oasi Wwf della Toscana costiera, il Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Parco regionale di Porto Conte e il Parco nazionale dell’Asinara.




