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Tartaruga Caretta caretta nidifica al Parco della Maremma

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Gli Amici del Parco, in questo caso i volontari dell’Università di Siena, hanno rinvenuto un nido di Caretta caretta a Cala Rossa, l’ultima spiaggia dopo Collelungo nel cuore del Parco della Maremma.

La mattina di giovedì 4 luglio è stato rinvenuto un nido di tartaruga marina della specie Caretta caretta nella spiaggia di Cala Rossa, situata all’interno del Parco della Maremma.

Il nido è stato scoperto nelle prime ore dopo l’alba da tre studentesse dell’Università di Siena che fanno parte dei volontari “Amici del Parco” mentre effettuavano il consueto monitoraggio delle spiagge che annualmente il Parco svolge, grazie al prezioso aiuto di volontari e guardiaparco, nel periodo estivo proprio per individuare e mettere in sicurezza i nidi di questo rettile marino.

Subito dopo la scoperta, è stata attivata la rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (OTB) e di Legambiente che coordina il progetto europeo LIFE Turtlenest cui partecipa anche ARPAT. La veterinaria Chiara Caruso in qualità di referente per l’Ente Parco e del progetto LIFE Turtlenest di Legambiente per l’area sud, con il supporto del personale dell’ufficio tecnico, ha verificato la mattina stessa la presenza della camera delle uova. Una volta accertata la presenza delle uova il nido è stato delimitato e messo in sicurezza con l’aiuto dei guardiaparco.

Nei prossimi giorni il monitoraggio delle spiagge continuerà con particolare attenzione in quanto la tartaruga che ha deposto ieri, potrà tornare per deporre altre uova nella stessa zona nelle prossime settimane considerando che le tartarughe possono deporre dai 3 ai 5 nidi a stagione. 

Nell’ambito del progetto LIFE Turtlenest il Parco è stato recentemente insignito del riconoscimento di “Area Protetta Amica delle Tartarughe Marine” a seguito di una stipula di un apposito protocollo d’intesa in cui l’Ente si impegna a svolgere una serie di azioni a tutela di questa specie sempre più diffusa nei nostri mari a causa dell’aumento delle temperature che sta spingendo questi animali nella porzione occidentale del Mediterraneo. 

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