In questo periodo di alte temperature, prede e predatori si abbeverano, spesso, alla stessa fonte. “Interessante osservare come adottino delle strategie di ‘evitamento temporale’”, sottolinea il presidente Rusci.
Sono specie diverse, che spesso si evitano perché l’una può predare l’altra, ma che condividono, in questo periodo di alte temperature, le medesime fonti d’acqua. Analizzando le immagini registrate dalle fototrappole collocate in vari punti del Parco della Maremma, non è infrequente osservare, in questi giorni, come cinghiali, daini, caprioli, tassi, volpi e garzette, per citare solo alcuni degli animali ripresi, facciano ricorso ai medesimi punti d’acqua.
In estate, intorno ai residui d’acqua, come pozze, insogli o sorgenti, si radunano e si incontrano numerose specie. Alcune condividono lo stesso deposito naturale d’acqua nello stesso momento: è il caso, per esempio, di garzette e daini. Altre, invece, si alternano nell’arco della giornata alla medesima fonte, come cinghiali e lupi.
“Dai video raccolti e analizzati dai ricercatori dell’Università di Siena che svolgono attività scientifica nel Parco durante tutto l’anno – spiega il presidente Simone Rusci – emerge come specie diverse utilizzino strategie che potremmo definire di ‘evitamento temporale’: frequentano lo stesso punto d’acqua, sia le prede sia i predatori, ma in momenti diversi. Uno stesso luogo, quindi, può essere utilizzato e frequentato da specie anche tra loro in concorrenza, in maniera ‘pacifica’.”
Una sorta di convivenza naturale che permette agli animali, stanziali o di passaggio nell’area tutelata, di soddisfare le proprie esigenze di abbeveramento, rese più frequenti dal caldo delle ultime settimane, senza esporsi a pericoli, senza dar luogo a contrasti ed evitando rischiose contese aggressive.

Foto tratte dalle videotrappole



