Avvistati nella palude della Trappola i primi esemplari dell’uccello migratore che trascorrerà la stagione invernale nel Grossetano. La presenza massima è attesa nei mesi di dicembre e gennaio
Hanno scelto di nuovo la palude della Trappola, all’interno del Parco regionale naturale della Maremma, per trascorrere l’inverno. Sono le gru, uccelli migratori provenienti dalle grandi pianure del nord e dell’est Europa, che sono arrivate nei giorni scorsi.
“Si tratta di uccelli acquatici che nidificano in Paesi come Scandinavia, Germania, Repubbliche baltiche, Polonia e Russia – spiega Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma – e, dopo la nidificazione, si dirigono verso i cosiddetti ‘quartieri di svernamento’, che sono localizzati in Africa del nord e nel bacino del Mediterraneo, principalmente in Spagna e Italia”.
Il nostro Paese è dunque attraversato da questi flussi di migratori: alcuni di loro attraversano l’Italia per dirigersi in Africa, mentre altri si fermano e trascorrono qui la stagione invernale, come quelle avvistate nei giorni scorsi al Parco della Maremma, che rimarranno sul territorio fino a febbraio, quando si appresteranno a tornare nel nord e nell’est Europa. “È comune, quindi, in questo periodo dell’anno, osservare e sentire le gru, che formano grandi stormi, spesso visibili anche con la classica formazione a ‘V’ e che sono molto rumorosi”, continua Rusci. “Emettono infatti un suono, da cui deriva anche il loro nome, che può essere sentito anche di notte”.
“Da un punto di vista della conservazione – spiega Francesco Pezzo, ornitologo e consigliere del Parco della Maremma – si tratta di una specie molto abbondante in passato che, anche a dell’intensa attività venatoria a cui era sottoposta, era diventata piuttosto rara in Italia. Progressivamente, grazie alle misure di conservazione, alle tutele internazionali, e soprattutto alle azioni di protezione delle aree umide, ha cominciato a risalire di numero e adesso è tornata ad essere piuttosto presente”. Le gru sono una specie molto esigente e schiva, particolarmente sensibile al disturbo antropico ed è proprio per questo che si trovano in aree con elevato livello di protezione collocate principalmente in Emilia-Romagna e, sotto l’Appennino, in Toscana e Puglia. Nella palude della Trappola condividono l’habitat con altre specie, come le oche che, dopo aver attraversato un periodo di scarsa presenza sul territorio, sono tornate a trascorrere l’inverno e hanno avuto anche un ruolo di “richiamo” per le gru.
“Oltre al Parco della Maremma – continua Pezzo – le gru frequentano anche la riserva della Diaccia Botrona, le aree intorno ad Orbetello e la parte sud del lago di Burano. Questo mette in evidenza come il network di aree protette presenti in Maremma sia strategico per la conservazione di molte specie, perché è una rete di protezione che consente una conservazione efficiente a questi grandi uccelli volatori. In questa dinamica il Parco, con l’area umida della Trappola, ha un ruolo chiave come luogo di ricovero notturno. Anche per questo è importante monitorare i cambiamenti a cui oggi la palude è soggetta. L’erosione costiera, infatti sta assottigliando sempre di più la spiaggia di fronte alla palude con un conseguente ingresso didi acqua salata e non sappiamo a quali scenari ci troveremo di fronte nel futuro prossimo”.
Durante il giorno le gru si spostano in gruppi più o meno ampi, in aree agricole molto vaste, come appunto le pianure della Maremma, ma per trascorrere la notte scelgono aree umide come la Trappola. È in questo contesto che il Parco della Maremma assume un’importanza particolare, diventando, di fatto il “dormitorio” per eccellenza.
È dai primi anni Duemila che si è tornati ad osservare le gru nel Parco della Maremma: inizialmente con poche decine di esemplari che, negli ultimi anni sono cresciute arrivando, nei mesi dicembre e gennaio, a circa 700 unità. Ogni anno la presenza della specie viene monitorato nell’ambito del progetto “Iwc – International waterbird census”, coordinato a livello regionale dal Centro ornitologico toscano, a livello nazionale dall’Ispra e a livello europeo da Wetlands International. Sono otto le aree di monitoraggio individuate all’interno del Parco, dove, nei giorni stabiliti a livello europeo, gruppi di “osservatori” censiscono la popolazione attraverso osservazioni diurne e notturne per riuscire ad ottenere un quadro completo della popolazione presente in Europa.
Poter ammirare le gru nelle pianure della Maremma o nelle zone umide dove si ritirano all’imbrunire è molto suggestivo ma è importante osservare comportamenti rispettosi: “Per questo – conclude Rusci – nei mesi da novembre a gennaio cerchiamo di minimizzare l’impatto delle persone, senza compromettere la fruibilità del Parco. Seguendo delle semplici indicazioni, però, come quella di non fare rumori eccessivi, è possibile per birdwatcher e appassionati ammirare questi maestosi uccelli acquatici nel loro ambiente”.
Foto di Edoardo Ciavattini



